Fiaccolata per la pace

Filomena Delli Castelli (le 21 donne costituenti)

category Donne, Spi Vercelli SPI Vercelli 16 aprile 2018

Filomena Delli Castelli (Città Sant’Angelo, 28 settembre 1916 – Pescara, 22 dicembre 2010) è stata un’insegnante e politica italiana.

Nata a Città Sant’Angelo (PE) da una famiglia di umili origini con il papà emigrato in America, si diploma presso l’Istituto Magistrale del paese d’origine per poi continuare gli studi e conseguire la laurea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in lettere e filosofia. Qui per mantenersi gli studi esercitò la professione di maestra.

Già in età giovane impegnata all’interno del Movimento Giovanile dell’Azione Cattolica di cui era presidente durante gli studi magistrali ne continuò il legame durante gli anni dell’Università iscrivendosi alla Federazione italiana Cattolica Universitaria nel 1940.

Finita la seconda guerra mondiale, insegnante presso l’istituto magistrale dove aveva conseguito il diploma, fondò una sezione del partito della Democrazia Cristiana e successivamente fu nominata Segretario provinciale del Movimento Femminile del Partito.

Eletta, insieme a sole 21 donne, all’Assemblea costituente italiana il 2 giugno 1946, è stata rieletta alla Camera dei deputati nel 1948 e poi nel 1953.

Dal 1951 al 1955 è stata anche sindaco di Montesilvano (Pescara).

In seguito, è stata collaboratrice della RAI per vari anni e si è dedicata alla promozione e all’organizzazione di attività culturali e di volontariato.

Ha fatto parte del Comitato d’Onore per le celebrazioni del 60º anniversario dell’Assemblea Costituente istituito nella XIV Legislatura (2001-2006)

Elisabetta Conci (le 21 donne costituenti)

category Donne, Spi Vercelli SPI Vercelli 12 aprile 2018

Elisabetta Conci, nota anche con il soprannome di Elsa (Trento, 23 marzo 1895 – Mollaro, 1º novembre 1965), è stata una politica italiana della Democrazia Cristiana, costituente e quattro volte deputata.

Era figlia di Enrico Conci, avvocato in seguito deputato alla Dieta di Innsbruck e al Parlamento di Vienna, e di Maria Sandri.

Nel 1915 dopo aver ottenuto il diploma liceale e in pianoforte, raggiunse la famiglia confinata a Linz. Un processo per irredentismo iniziato contro di lei fu interrotto perché intervenne l’amnistia per la morte di Francesco Giuseppe nel 1916.

Studiò filosofia all’Università di Vienna fino alla fine della prima guerra mondiale, poi si spostò all’Università di Roma, dove si laureò in lettere nel 1920.

Fece parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, diventando presidente della sezione romana.

Per 15 anni insegnò tedesco a Trento, all’Istituto tecnico inferiore Leonardo da Vinci. Fu anche attiva nell’Azione cattolica.

Al termine della seconda guerra mondiale entrò nella Democrazia Cristiana.

Scrisse vari articoli di argomento politico e moralistico su Il Popolo Trentino (ora l’Adige).

Nel 1946 fu eletta prima delegata al congresso nazionale della DC, e poi deputata all’Assemblea Costituente. Fece parte della Commissione dei 18, che aveva il compito di coordinare gli Statuti speciali con la Costituzione.

Dal 1948 al 1952 fu vice-segretaria del gruppo Democratico Cristiano della Camera, diventandone poi segretaria.

Fece parte della delegazione italiana al Parlamento europeo di Strasburgo.

Nel maggio 1965 si ammalò gravemente, e si ritirò nella casa a Mollaro in Val di Non. In settembre papa Paolo VI le assegnò la croce Pro Pontifice et Ecclesia. Morì il 1º novembre 1965.

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Laura Bianchini (le 21 donne costituenti)

Laura Bianchini (Castenedolo, 23 agosto 1903 – Roma, 27 settembre 1983) è stata una politica e partigiana italiana.

Figlia di Domenico e Caterina Ariccia, Laura nasce in una modesta famiglia. Si laurea, con molti sacrifici, in filosofia e pedagogia presso l’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano . Insegnante e giornalista pubblicista, inizia la sua carriera di docente prima presso la scuola magistrale di Brescia e successivamente presso il Liceo Arnaldo, lo storico liceo classico della città. Partigiana delle formazioni bianche (cattoliche) dopo l’8 settembre 1943. Si occupò in quel periodo di coordinare la stampa clandestina de Il Ribelle.

Eletta deputato all’Assemblea costituente nel 1946 per la Democrazia Cristiana, nelle file dei cristiano sociali, di Giuseppe Dossetti

Nel 1948 fu eletta nel collegio di Brescia per la DC deputato alla Camera. Fece parte della Commissione Istruzione e Belle arti.

Bianca Bianchi (le donne costituenti)

Bianca Bianchi (Vicchio, 31 luglio 1914 – Firenze, 9 luglio 2000) è stata un’insegnante, politica e scrittrice italiana.

Alla morte del padre, fabbro del paese e attivo socialista, si trasferisce a Rufina, presso la famiglia materna, in seguito a Firenze per proseguire gli studi.

Insegnante a,  Genova Bolzaneto, poi a Cremona, incontra difficoltà e ostacoli, fino a perdere il lavoro, a causa delle divergenze con i superiori sul modo indipendente di condurre le lezioni, per la volontà ad esempio di non tralasciare la cultura e la civiltà ebraica, escluse invece dal programma didattico di stato. Accetta dunque la proposta di un incarico di insegnante di lingua italiana in Bulgaria, dal dicembre 1941. Nel giugno 1942 torna in Italia e, dopo breve un periodo nel quale si stabilisce nuovamente a Rufina, rientra a Firenze alla caduta di Mussolini.

Prende parte alle riunioni del Partito d’Azione, a volantinaggi antifascisti e ad un trasporto di armi per i partigiani. Nel 1945 si iscrive al PSIUP di Giuseppe Saragat e di Pietro Nenni. Collabora a diversi giornali politici

Alle elezioni del 2 giugno 1946 viene eletta all’Assemblea Costituente, una delle 21 donne su 556 membri, raccogliendo più del doppio dei consensi del capolista Sandro Pertini. Vive tra Firenze e Roma. Durante la sua partecipazione alla Costituente interviene sui problemi della scuola, delle pensioni e dell’occupazione. Nel gennaio del 1947 segue il gruppo di Saragat nella scissione di Palazzo Barberini che dà vita al nuovo partito PSLI, poi PSDI.

Nel 1948, candidata in Sicilia è eletta nella I Legislatura per la Lista di unità socialista. Nel 1949 presenta la prima di una serie di proposte di legge sul tema della tutela giuridica dei figli naturali, tra l’altro al fine di rendere maggiormente attuabile il riconoscimento della paternità, moltiplicando le eccezioni al divieto di ricerca. Il progetto legislativo incontra notevoli resistenze e sarà approvato solo nel 1953.

Interrotta l’esperienza politica, dagli anni cinquanta si dedica allo studio dei temi dell’educazione e alla creazione della Scuola d’Europa di Montesenario, un istituto modello per ragazzi della elementare e media. Le idee che muovono questa esperienza, per molti aspetti sperimentale e all’avanguardia, sono espresse nei saggi: Amicizia per i nostri figli e L’esperienza di un’educazione nuova alla Scuola d’Europa. Negli stessi anni collabora al quotidiano “La Nazione” di Firenze, curando la rubrica “Occhio ai ragazzi”, rivolta ai problemi educativi.

Dal 1970 al 1975 è eletta consigliere comunale di Firenze nelle liste del PSDI, ricoprendo la carica di vicesindaco.

A partire da questi anni si dedica anche all’attività di scrittrice, con opere di carattere autobiografico. Torna ad abitare a Vicchio, “… eterno, unico, paese dell’anima, casa mia.” Si spegne a Firenze il 9 luglio del 2000.

Adele Bei (le 21 donne costituenti)

Adele Bei (Cantiano, 4 maggio 1904 – Roma, 15 ottobre 1976),

Entrata nel Partito comunista nel 1925, successivamente espatriò in Francia, da dove compì numerosi viaggi clandestini in Italia per svolgere attività di collegamento tra militanti antifascisti. Nel 1933 venne arrestata e condannata dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato a diciotto anni di reclusione. Scontò sette anni e mezzo cui si aggiunsero due e mezzo di confino; fu liberata nell’agosto del 1943. Dopo l’8 settembre 1943, partecipò alla lotta partigiana a Roma, con il compito di organizzare le masse femminili.

Insieme alle altre dirigenti del Partito comunista clandestino (Laura Lombardo Radice, Marcella Lapiccirella, Egle Gualdi ecc.), Adele Bei idea e organizza gli assalti ai forni delle donne romane, evitando le comunicazioni telefoniche ma, grazie ai passa parola, coinvolgendo il maggior numero di donne possibile, l’azione si conclude cruentemente con l’uccisione di Caterina Martinelli, madre di sei figli, per uno sfilatino nella borsa della spesa. Si risolve violentemente anche l’assalto al forno Tesei, il 7 aprile 1944, con l’eccidio di dieci donne presso il Ponte dell’Industria.

Dopo la Liberazione, Adele Bei entrò a far parte della Consulta nazionale su designazione della CGIL. Il 2 giugno 1946 fu tra le 21 donne elette all’Assemblea costituente italiana, dove sedette come componente del gruppo parlamentare comunista: in particolare lavorò nella Terza commissione per l’esame dei disegni di legge. Nel corso della I legislatura (1948-1953) sedette al Senato della Repubblica, unica donna fra i 106 senatori di diritto nominati in accordo con la III disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana.

Maria Agamben Federici (le 21 donne Costituenti)

Maria Federici Agamben (L’Aquila, 19 settembre 1899 – Roma, 28 luglio 1984) è stata una politica, antifascista e partigiana italiana, deputato della Democrazia Cristiana.

Laureata in lettere e insegnante, dopo l’8 settembre 1943 prese parte alla Resistenza a Roma; il 2 giugno 1946 fu tra le 21 donne elette all’Assemblea costituente italiana, dove sedette come componente del gruppo parlamentare Democratico cristiano.

Insieme a Teresa Noce (PCI), Nilde Iotti (PCI), Lina Merlin (PSI) e Angela Gotelli (Democrazia Cristiana) fu una delle cinque donne entrate a far parte della commissione speciale presieduta da Meuccio Ruini incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione da discutere in aula, divenuta nota col nome di Commissione dei 75; in particolare lavorò nella terza sottocommissione, relativa ai diritti e doveri economico-sociali.

Successivamente, nel 1948, nella prima legislatura del parlamento repubblicano, fu eletta alla Camera dei deputati nel collegio di Perugia. Fu componente della XI Commissione (Lavoro e Previdenza sociale) e della Commissione parlamentare di inchiesta sulla disoccupazione. Nel 1947 fondò l’ANFE (Associazione Nazionale Famiglie Emigrati), della quale rimase presidente fino al 1981, e si occupò a lungo dei problemi dell’emigrazione. Ha ricoperto le cariche di delegata nazionale delle ACLI e di presidente del Centro italiano femminile (CIF), del quale era stata nel 1944 una delle fondatrici. Maria Agamben ha sposato il commediografo aquilano Mario Federici (1900-1975).

70 anni della Costituzione, le donne Costituenti

In Italia le donne votarono per la prima volta il 2 giugno 1946 nel referendum che istituì la Repubblica e alle contemporanee elezioni politiche dell’Assemblea Costituente, 21 donne vennero elette.

Lo SPI Cgil Vercelli Valsesia per onorare questa ricorrenza pubblicherà ogni settimana una breve scheda per ciascuna delle 21 donne Costituenti per ricordarne il fondamentale ruolo svolto nella nostra recente storia politica e sociale del Novecento.

Il 27 dicembre 1947 veniva promulgata la Costituzione Italiana.

Invito giornata “Paura non abbiamo”