Archivi per ‘Partecipare’

E’ morta Carla Nespolo

Con profondo dolore e cordoglio salutiamo per l’ultima volta Carla Nespolo dal novembre 2017 prima donna presidente dell’ANPI Nazionale . Era malata da tempo ma questo non le ha impedito di continuare ad incontrare giovani e a discutere con loro sui valori profondi che l’antifascismo ha posto nelle fondamenta dell’Italia repubblicana e democratica uscita dal tragico periodo della dittatura fascista.

Sin da giovane è stata impegnata politicamente e socialmente ricoprendo numerosi incarichi politici ed istituzionali, sino ad arrivare allla carica di presidente nazionale dell’ANPI.

La ricorderemo sempre per il suo impegno e la sua passione nel portare avanti gli ideali e i valori nati dalla resistenza.

Lo spi Vercelli-Valsesia con i suoi organismi dirigenti e tutti i suoi iscritti si uniscono al dolore dei famigliari e degli antifascisti per la sua scomparsa.

Nota della Segreteria Nazionale della Cgil: le ragioni del referendum

“Referendum Costituzionale confermativo relativo alla riduzione del numero dei Parlamentari”

Il 20 e 21 settembre 2020 si svolgerà il referendum costituzionale per confermare o bocciare il taglio dei parlamentari approvato nell’autunno scorso. La legge, che sarà sottoposta al voto popolare, prevede la riduzione del numero degli eletti da 630 a 400 per la Camera dei Deputati e da 315 a 200 per il Senato della Repubblica, per una diminuzione complessiva di circa il 37% dei rappresentanti.
La Segreteria Nazionale della CGIL decide di non dare indicazione di voto, ribadisce la necessità di salvaguardare l’ordinamento parlamentare della Repubblica e la centralità della rappresentanza democratica, ferma restando la libertà di scelta nell’esercizio del voto di ogni iscritta e di ogni iscritto.


L’organizzazione, consapevole della difficoltà date dal perdurare dell’emergenza epidemiologica e dalla contestuale convocazione delle elezioni amministrative in alcune realtà che porteranno il dibattito pubblico su altri temi, si impegna a promuovere un’informazione capillare e momenti di confronto sul referendum costituzionale per favorire una scelta partecipata e consapevole di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, cittadine e cittadini, tutte e tutti, chiamati ad esercitare il diritto fondamentale del voto in un’occasione cruciale per la vita democratica del Paese.


Una riduzione dei parlamentari promossa in questi termini, senza un ragionamento sulla ridefinizione del ruolo delle due Camere e delle rispettive funzioni e sottende la strumentalità della riforma in atto (una riduzione fine a sé stessa che non ha eguali in Europa, e non invece una
riduzione conseguente ad una ridefinizione delle funzioni delle due Camere), e deve essere affrontata non come una questione numerica, di contrarietà ad una riduzione, ma per quello che è: una questione di rappresentanza democratica e di difesa della centralità del Parlamento.
Una centralità già mortificata e fortemente compromessa dalla prassi consolidatasi degli ultimi governi di legiferare prevalentemente con decretazione di urgenza e questioni di fiducia e che questo provvedimento rischia di indebolire ulteriormente, aprendo la strada a soluzioni
inaccettabili e mai del tutto abbandonate da alcune forze politiche, volte a superare definitivamente l’ordinamento parlamentare della Repubblica, con l’introduzione dell’elezione diretta del Capo dello Stato.

Il taglio proposto, se da una parte non produrrebbe alcun significativo risparmio di spesa pubblica (stimato dello 0,007%) – argomento che in ogni caso non può sussistere in relazione all’esercizio della democrazia – dall’altro avrebbe numerose conseguenze sulla rappresentanza politica e la funzionalità del Parlamento.

La riduzione dei seggi spettanti a ciascuna circoscrizione elettorale, in alcuni territori, sarà superiore al 40%, con una dilatazione dei collegi che avrà il triplice effetto di produrre un’ulteriore lacerazione del rapporto eletto/elettore, rendendo ancor più difficoltosa la conoscibilità e riconoscibilità dei parlamentari da parte della cittadinanza; di rendere ancor più onerose le campagne elettorali, lasciando la contesa politica a chi detiene grandi risorse economiche; e di impedire a tanti cittadini di vedere eletti i propri rappresentanti, che saranno estromessi dalle future Camere anche a fronte di numerosi consensi riscontrati nelle urne.

In aggiunta a questi elementi di valutazione legati alla mortificazione della rappresentanza democratica, non possiamo ignorare gli effetti che tale riduzione avrà sulla effettiva operatività ed efficienza del Parlamento. Numeri tanto ridotti (400 e 200) renderanno impervia l’attività delle
Commissioni Parlamentari – motore dell’attività legislativa – che si potranno trovare ad operare, anche in sede deliberante, in assenza di tutti i gruppi politici o con la difficoltà di adempiere efficacemente e con competenza alla funzione legislativa assegnata. Una tale riduzione produrrà quindi, contrariamente agli intenti dichiarati, inefficienza nei lavori parlamentare e limiterà l’agibilità e la capacità ispettiva e di controllo delle opposizioni (quelle che riusciranno ad essere elette).

La Segreteria Nazionale della CGIL

Sindacati pensionati verso mobilitazione nazionale in autunno

Siamo pronti a scendere nuovamente in piazza!
Vogliamo investimenti per la sanità, una legge sulla non autosufficienza, la tutela del potere d’acquisto delle pensioni e l’abbassamento delle tasse anche per i pensionati.

Per Spi, Fnp, Uilp è fondamentale tutelare il potere di acquisto delle pensioni. Serve una grande riforma fiscale che prosegua nella riduzione delle tasse ai lavoratori e che le riduca anche ai pensionati. Bisogna ampliare la platea dei beneficiari della cosiddetta quattordicesima. Si deve attivare la Commissione per la classificazione della spesa pensionistica, in modo da arrivare finalmente alla separazione della previdenza dall’assistenza, così da dimostrare che la spesa previdenziale è pienamente sostenibile e in linea con la media europea.

Per Spi, Fnp, Uilp sarebbero inaccettabili ulteriori tagli alle pensioni. Quello che serve è un piano per il lavoro che aumenti l’occupazione, in particolare quella giovanile e femminile.

Con queste rivendicazioni, gli esecutivi di Spi, Fnp, Uilp parteciperanno alla manifestazione confederale unitaria ‘Una notte per il Lavoro’, condividendone gli obiettivi.


https://www.facebook.com/1581687275383732/posts/2672445446307904/

Presidio Cgil Cisl Uil – Salviamo il lavoro

Reggio Emilia 7 luglio 1960

Flashmob Black Lives Matter a Vercelli sabato 13 giugno in piazza Cavour alle ore 17,30

Festa dei lavoratori 1° maggio 2020

Viva il 25 aprile

Il 25 aprile rinasce la libertà

È il Natale della nostra democrazia, in cui ci si ritrova per festeggiare la liberazione dal nazifascismo e riflettere sui valori della Carta Costituzionale.
Quest’anno, nel settantacinquesimo anniversario della Liberazione, abbiamo bisogno più che mai di celebrare la nostra libertà, di tornare a guardare al futuro con speranza e coraggio.

Sappiamo che, una volta passata questa tempesta, saremo chiamati a ricostruire un mondo più giusto, più equo, più sostenibile.
Per questo lanciamo una grande convocazione a cittadine e cittadini per ritrovarci insieme a festeggiare il 25 aprile in una grande piazza virtuale.

Occorre porre fine a tutte le guerre fratricide per unirci tutti nell’unica lotta contro i tre nemici comuni: il virus, il riscaldamento del pianeta e le disuguaglianze socio-economiche.
Stringiamoci intorno alle nostre comunità locali per ridare forza alla comunità nazionale e a quella planetaria.

25 aprile, l’Anpi lancia il flashmob

category Partecipare 16 Aprile 2020

“L’Italia canti ‘Bellaciao’ in ogni casa. C’è bisogno di speranza e unità”

25 aprile, l'Anpi lancia il flashmob: "L'Italia canti 'Bellaciao' in ogni casa. C'è bisogno di speranza e unità"

L’appuntamento è alle ore 15: dai balconi e dalle finestre l’Associazione nazionale partigiani invita gli italiani a intonare il canto della Resistenza

Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne

25 novembre 2019
Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne


La violenza maschile contro le donne è un male antico e trasversale che interessa tutto il mondo e deve essere sradicato, garantendo così a tutte le donne il diritto alla libertà e alla dignità.
La violenza contro le donne, come ci dicono le statistiche più accreditate, viene esercitata in tutti i contesti in cui si articola il nostro vivere civile, da quello familiare a quello sociale, dalla politica ai luoghi di lavoro.
Soprattutto laddove si utilizzano i rapporti gerarchici, la precarietà, l’incertezza sulle prospettive di lavoro, si somma violenza a violenza. Così come quando il linguaggio, la cronaca, colpevolizza o trova giustificazione ai comportamenti violenti contro le donne che sono già vittime, si attua una seconda violenza rappresentativa di una società che sta degenerando. La violenza non si deve legittimare MAI!
Il sindacato è sempre più impegnato nella lotta contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, per definire con chiarezza che molestie e violenza non sono parte del lavoro. Il recepimento dell’Accordo Quadro Europeo, prima insieme a Confindustria e poi con le altre associazioni datoriali, ci ha fornito strumenti nuovi per operare in questa direzione nella consapevolezza della complessità di tale compito, della sua peculiarità della violenza nei contesti produttivi: difficoltà delle vittime a raccontare, paura di non essere credute e timore di ritorsioni.
Dobbiamo quindi fare ancora molta strada, realizzare una vera rivoluzione culturale, che renda tutti consapevoli, che RISPETTO e relazioni sane migliorano la vita di tutti e tutte.
Un cambiamento culturale che si esercita anche sul piano legislativo e nella contrattazione. Infatti in questi anni abbiamo conquistato, grazie alla mobilitazione delle donne, convenzioni ed accordi importanti.
La convenzione di Istanbul, ratificata dal nostro Paese, contiene principi fondamentali a partire dal definire la violenza, e come la si contrasta. Chiediamo che venga effettivamente applicata.
È compito nostro ora, attraverso la contrattazione, creare ascolto, attenzione, sostegno, rispetto e riconoscimento della parola femminile dei diritti delle donne senza sconti.
Nel giugno di quest’anno poi, abbiamo conquistato, dopo molti anni di impegno, la Convenzione 190 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e la relativa Raccomandazione. Certo va sottolineato che molte associazioni di impresa non l’hanno approvata, ma questo non ci deve fermare, anzi ci impegna ancor di più nel rivendicare la rapida ratifica della convenzione da parte del nostro Paese, e nel determinare i provvedimenti necessari a partire dal riconoscimento delle molestie sessuali come reato.
Per questo per noi il 25 novembre e’ l’occasione per rilanciare e radicare il nostro impegno a partire dalla contrattazione.

#VIOLENZAMAI!