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Tutti a Roma!

Manifestazione nazionale 16 novembre 2019

Manifestazione nazionale unitaria pensionati Roma 16 novembre 2019

Le richieste dei pensionati al Governo

La sanità, che deve tornare ad essere pubblica e universale. Il diritto a curarsi, sancito dalla Costituzione e che non può essere un privilegio per pochi.
La non autosufficienza, vera e propria emergenza nazionale che ricade tutta sulle famiglie e sulla quale non si può continuare a far finta di niente.
Le tasse, che devono essere abbassate anche a chi è in pensione.
Il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti mette in fila le richieste che i Sindacati avanzano al nuovo governo per migliorare la vita dei pensionati e degli anziani italiani.

I pensionati sono un pezzo importante della nostra società – dice Pedretti – e in questi anni si sono fatti carico delle proprie famiglie aiutandole come potevano. È arrivato il momento di restituire loro qualcosa“.
“Ci aspettiamo – continua il Segretario generale dello Spi-Cgil – che il nuovo governo si faccia carico di tutti questi problemi e che dia pienamente il senso di una svolta.
Per questo con Cisl e Uil abbiamo deciso di organizzare una manifestazione nazionale a Roma per la metà di novembre. Non si scende in piazza solo per protestare o contro qualcuno. Si scende in piazza anche per far sentire la propria voce e per chiedere delle soluzioni e questo è quello che intendiamo fare”.

Manifestazione nazionale a Roma sabato 28 settembre ore 14.30 Piazza della Repubblica

Siamo le donne che hanno lottato per il nuovo diritto di famiglia, per il divorzio e la legge 194.

Siamo le donne che hanno definito lo stupro reato contro la persona e non contro la morale, lottando per cancellare le norme ereditate dal codice fascista Rocco insieme al delitto d’onore, al matrimonio riparatore, allo ius corrigendi del marito, titolare di ogni potere su moglie e figli.

Siamo le donne che da sempre si battono contro la violenza maschile fuori e dentro la famiglia. 

Siamo le donne dei Centri antiviolenza femministi. 

Siamo le donne che hanno lottato per il diritto al lavoro, per il valore e il rispetto del lavoro, per la centralità e il valore sociale della maternità, per i congedi di maternità e paternità, per un welfare solidale e non basato su nonne e nonni. 
Siamo le donne che si prendono cura delle persone, delle comunità, dei territori.
Siamo coloro che tengono davvero al centro il benessere e la serenità di bambine e bambini perché è grazie a noi che bambini e bambine sono diventati soggetti di diritto.

Siamo le famiglie in tutte le possibili declinazioni. 

Siamo le donne e gli uomini giovani, che vorrebbero lavorare e non emigrare, che rivendicano il diritto di poter decidere se, dove, come e quando costruirsi una famiglia.  

Siamo le donne e gli uomini che danno vita giorno per giorno una società accogliente inclusiva aperta e giusta con donne e uomini migranti. 

Siamo donne e uomini scesi in piazza come e con soggettività transfemministe e lgbtq+ per una società di piena cittadinanza umana.

Siamo i padri e gli uomini responsabili e civili che non si riconoscono nella strategia e nella retorica vendicativa della lobby dei padri separati.

Siamo coloro che rifiutano la menzogna dell’alienazione parentale, in accordo con tutta la comunità scientifica internazionale e siamo contro chiunque manipoli bambini e bambine per il proprio tornaconto personale o professionale.

Siamo qui ancora una volta per ribadire:
Non si torna indietro sui diritti e la libertà di scelta.

Non si usano bambini e bambine contro i genitori!

Nessun testo unificato su separazione, mediazione obbligatoria bigenitorialità, mantenimento diretto.

Viaggio della memoria ad Auschwitz

Lo Spi-Cgil di Vercelli organizza in collaborazione con il Cral Poste Vercelli per la prima settimana di ottobre un viaggio al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Coloro che fossero interessati a partecipare sono pregati di farlo sapere ai numeri di telefono 0161 224120 oppure 0161 224122 o al cellulare del segretario di lega spi Narciso Mior 331 1065195 entro il 26 luglio unitamente al versamento dell’acconto così come specificato nella locandina.

qui trovate il volantino dell’iniziativa

QUESTO NON E’ IL PAESE CHE VOGLIAMO

Abbiamo assistito attonite e attoniti allo sbarco di quanti si trovavano a bordo della Sea Watch, accompagnato non da un sospiro di sollievo per le vite salvate, ma da insulti sessisti, minacce e ingiurie non degne di un Paese civile.

I toni, ma soprattutto i contenuti, esulano dal lessico politico e sono totalmente estranei alla democrazia; non è stato offeso soltanto l’onore ed il decoro della Capitana della Sea Watch – con frasi irripetibili e sessiste -, non solo a lei ed alle mogli e figlie dei parlamentari che si trovavano a bordo è stato augurato lo stupro, ma quelle frasi sono una ferita profonda a tutti e a tutte coloro che si riconoscono nei valori fondanti del nostro Paese.

Quelle frasi- di cui vi è ampia documentazione video- sono un insulto allo stato di diritto ed alla Costituzione della Repubblica, oltre a costituire ipotesi delittuose perseguibili d’ufficio quali la minaccia e l’ingiuria aggravate, l’istigazione all’odio razziale.

I responsabili sono agevolmente identificabili in quanto ripresi in numerosi video e, per loro stesso rivendicare, appartenenti ad un partito di governo.

Nello stigmatizzare ogni comportamento volto a calpestare diritti costituzionalmente garantiti, ci opponiamo con fermezza all’odio, razziale o di genere che sia, perché venga riaffermato il primato della legge che prevede come reato i comportamenti minacciosi, ingiuriosi e lesivi della dignità delle persone.

Nel compimento delle sue attribuzioni la Magistratura ha indagato la Capitana Carola Rackete e nei suoi confronti applicherà la legge con il rigore e l’indipendenza che le è propria; ci aspettiamo che il medesimo rigore venga applicato nell’esercitare l’azione penale anche nei confronti di coloro che all’alba del 29 giugno, nel porto di Lampedusa, con gli auguri di stupro, gli apprezzamenti volgarmente sessisti, hanno offeso tutti quegli uomini e quelle donne che si riconoscono nei principi della Costituzione.

Ci appelliamo alle forze politiche perché il Parlamento faccia chiarezza sull’episodio e, con la sua azione, sappia opporsi alla barbarie; al Presidente della Repubblica, quale Garante della Costituzione e Presidente del CSM, perché tuteli i diritti delle vittime di reato, in special modo della Capitana Carola Rackete.

GIURISTI DEMOCRATICI – Torino

SE NON ORA QUANDO? Coordinamento Nazionale Comitati

CGIL – Torino

CGIL Piemonte

D.i.Re DONNE IN RETE CONTRO LA VIOLENZA

FUTURA

ARCI  – Torino

LIBERTA’ E GIUSTIZIA – Torino

CASA DELLE DONNE – Torino

ASSOCIAZIONE RETEDEM

FNISM (Federazione Nazionale Insegnanti) –  sezione di Torino “Frida Malan”

PRESIDENTE COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ E DIRITTI CIVILI – Comune di Milano

UDI – Savona

GRlS   Piemonte  –  Rete dei soggetti che si occupano di salute dei migranti in Piemonte

TOWANDADEM

CONFERENZA DONNE DEMOCRATICHE – Veneto

DONNE DEMOCRATICHE –  Milano Metropolitana

DonneIN – Milano

UDU – Torino

CONFERENZA DONNE DEMOCRATICHE – Biella

ASSOCIAZIONE StraLi

CIRCOLO GLBTQ MAURICE

ASSOCIAZIONE SOOMAALIYA onlus

LUCYASSOCIAZIONE – Ivrea

A.I.Z.O. ROM E SINTI onlus

Rainbow for Africa

OSSERVATORIO DIRITTI IN GENERE -Ancona

Spi-Cgil Lega di Vercelli

Invito conferenza

Vercelli Pride

1° maggio, il corteo di Borgosesia

1° maggio, il corteo di Vercelli.