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MERCOLEDÌ 9 MAGGIO SCIOPERO ALLA SACAL DI CARISIO CONTRO IL LICENZIAMENTO DEL SINDACALISTA FIOM CGIL

MERCOLEDÌ 9 MAGGIO SCIOPERO ALLA SACAL DI CARISIO CONTRO IL LICENZIAMENTO DEL SINDACALISTA FIOM CGIL

La Cgil non esclude l’indizione di uno sciopero generale di tutti i lavoratori della provincia del Vercellese contro il licenziamento del sindacalista che ha rivendicato maggiore sicurezza in Azienda

«Licenziato perché faceva il suo mestiere di sindacalista, attento alla sicurezza in azienda». È cominciata con queste dichiarazioni di Luca Quagliotti, segretario generale della Cgil Vercelli Valsesia

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Programma gite 2018 Spi – Banca del tempo

Appello nazionale

“MAI PIÙ FASCISMI”

Associazioni, sindacati, partiti, movimenti democratici a tutte le istituzioni repubblicane.

Noi, cittadine e cittadini democratici, lanciamo questo appello alle istituzioni repubblicane.

Attenzione: qui ed ora c’è una minaccia per la democrazia.

Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali.

Fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell’est, e si manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni.

Per questo, uniti, vogliamo dare una risposta umana a tali idee disumane affermando un’altra visione delle realtà che metta al centro il valore della persona, della vita, della solidarietà, della democrazia come strumento di partecipazione e di riscatto sociale.

Per questo, uniti, sollecitiamo ogni potere pubblico e privato a promuovere una nuova stagione di giustizia sociale contrastando il degrado, l’abbandono e la povertà che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi.

Per questo, uniti, invitiamo le Istituzioni a operare perché lo Stato manifesti pienamente la sua natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell’attuazione della Costituzione.

Per questo, uniti, lanciamo un allarme democratico richiamando alle proprie responsabilità tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII Disposizione della Costituzione (“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo.

Per questo, uniti, esortiamo le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali.

Per questo, uniti, chiediamo che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge, come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione.

Per questo, uniti, come primo impegno verso una più vasta mobilitazione popolare e nazionale invitiamo a sottoscrivere questo appello le cittadine e i cittadini, le associazioni democratiche sociali, civili, politiche e culturali. L’esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi si sconfiggono con la conoscenza, con l’unità democratica, con la fermezza delle Istituzioni.

Nel nostro Paese già un’altra volta la debolezza dello Stato rese possibile l’avventura fascista che portò sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella storia dell’umanità. L’Italia, l’Europa e il mondo intero pagarono un prezzo altissimo. Dicemmo “Mai più!”; oggi, ancora più forte, gridiamo “Mai più!”.

ACLI – ANED – ANPI – ANPPIA – ARCI – ARS – ARTICOLO 21 – CGIL – CISL – COMITATI DOSSETTI – COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE – FIAP – FIVL – ISTITUTO ALCIDE CERVI – L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS – LIBERA – LIBERI E UGUALI – LIBERTA’ E GIUSTIZIA – PCI – PD – PRC – UIL – UISP

Assemblea donne spi-cgil 27 Novembre 2017

Coppia aperta quasi spalancata

Inaccettabile ed inqualificabile manovra del Governo sui nuovi voucher

I pensionati non dovranno restituire lo 0,1% della rivalutazione 2015

Contrordine, i pensionati non dovranno restituire lo 0,1% della rivalutazione 2015
Il Ministro Poletti annuncia un emendamento al Milleproroghe

Contrordine del governo sulla restituzione da parte dei pensionati dello 0,1% della rivalutazione del 2015.
Dopo la denuncia dello Spi-Cgil il Ministro Poletti ha annunciato che presenterà un emendamento al decreto Milleproroghe per risolvere la questione congelando l’intervento.
“E’ la conferma che ci voleva poco a risolvere la questione – ha commentato il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti – ora aspettiamo di vedere l’emendamento”.

(Roma, 18 gennaio 2017)

Sentenza Corte Costituzionale: legittimo il contributo dagli assegni più elevati

I giudici costituzionali hanno giudicato il contributo coerente con la legge fondamentale poichè rispetta il principio di progressività e, pur avendo riconosciuto che esso rappresenta un sacrificio per i pensionati, è comunque sostenibile per il loro livello di reddito superiore da 14 a oltre 30 volte rispetto alle pensioni minime.

Si sta parlando dele cosiddette  “pensioni d’oro”, oltre i 91.000 euro annui.

La penalizzazione ha colpito, con un taglio del 6%, gli assegni di importo annuo compreso tra 91.343,99 e 130.491,40 euro

Il taglio è salito al 12% per le pensioni tra 130.491,41 e 195.737,1 euro.

E’ arrivato al 18% per gli importi superiori.

Referendum sulle trivellazioni. Appello al voto della Cgil

“Votare è un diritto da esercitare sempre”. Con questo messaggio la Cgil lancia il suo appello a tutti i cittadini e le cittadine affinché esprimano con il proprio voto la partecipazione al referendum sulle concessioni in essere per le trivellazioni in mare, che si terrà il prossimo 17 aprile, ricordando che l’iniziativa referendaria è stata proposta da alcune Regioni italiane.

“Nell’assenza di un vero piano energetico nazionale – spiega la Confederazione in una nota -, le grandi questioni che attengono alla tutela dell’ambiente, all’utilizzo di fonti pulite e rinnovabili di energia, alla salvaguardia dell’occupazione, alla minore o maggiore dipendenza dell’Italia, al governo della transizione dal carbone e dalle fonti fossili, non trovano una definizione compiuta e ogni scelta che il Paese si trova a fare si propone singolarmente”.

“La CGIL, come nella migliore tradizione del Sindacato confederale italiano, fa appello alle lavoratrici, ai lavoratori, alle pensionate, ai pensionati e a tutti i cittadini elettori affinché il 17 aprile esercitino il proprio diritto di voto. Il referendum è uno degli strumenti della nostra democrazia: votare non è solo il modo per sostenere i propri convincimenti, ma è anche la via per salvaguardare i cardini fondamentali del nostro sistema democratico e dare nuova forza alla partecipazione”.

Aperto il confronto tra sindacati e Amministrazioni comunali sui problemi socio assistenziali del Vercellese

Sindacati e Comuni aprono il confronto per trovare soluzioni per potenziare i servizi socio-assistenziali e contrastare la povertà in aumento nel Vercellese

Mantenere soddisfacenti i livelli di welfare locale, garantire i livelli qualitativi dei servizi sociali erogati, rimuovere gli ostacoli che ne limitano l’accesso alle famiglie. È questo l’impegno che è stato chiesto alle Amministrazioni Comunali e agli Enti gestori socio-assistenziali dalle Organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e dai Sindacati dei pensionati SPI, FNP, UILP di Vercelli-Valsesia.

Da anni, è la crisi economica e occupazionale a dettare la piattaforma dei confronti tra le Organizzazioni sindacali e le Amministrazioni degli Enti locali. Peggiorano le condizioni reddituali delle famiglie e si estende la vulnerabilità. L’aumento esponenziale dei livelli di povertà relativa e assoluta determinano situazioni di esclusione sociale che i Comuni devono in qualche modo affrontare.

Per questo, CGIL, CISL, UIL e i Sindacati dei pensionati SPI, FNP, UILP di Vercelli-Valsesia hanno chiesto a un primo gruppo Sindaci – dei Comuni di Vercelli, Borgosesia, Santhia, Gattinara, Crescentino, Varallo, Cigliano, Quarona, Villata – di incontrarsi per confrontarsi sulle politiche di bilancio, sulle azioni di contrasto alla povertà e al disagio sociale, sulle politiche del lavoro e dello sviluppo territoriale, sull’ambiente e la tutela della salute.

La richiesta d’incontro è stata inviata all’Ente comunale di Vercelli e ai Comuni associati, al CISAS di Santhià, al CASA di Gattinara e alla Comunità Montana di Varallo. Hanno finora manifestato la disponibilità al confronto il Comune di Vercelli e il relativo Ente gestore, il Comune di Santhià e Direzione Cisas, il Comune di Villata e il Comune di Cigliano.