

{"id":2420,"date":"2018-06-16T08:29:37","date_gmt":"2018-06-16T07:29:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.spivercellivalsesia.org\/?p=2420"},"modified":"2018-06-16T08:29:37","modified_gmt":"2018-06-16T07:29:37","slug":"teresa-noce-le-21-donne-costituenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.spivercellivalsesia.org\/?p=2420","title":{"rendered":"Teresa Noce (le 21 donne costituenti)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.spivercellivalsesia.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/noce.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2419\" style=\"float: left;\" title=\"noce\" src=\"http:\/\/www.spivercellivalsesia.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/noce.jpg\" alt=\"\" width=\"155\" height=\"228\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Teresa Noce <\/strong>Torino, 29 luglio 1900 \u2013 Bologna, 22 gennaio 1980<\/p>\n<p>Nata nel 1900 a Torino da famiglia operaia e costretta ad abbandonare molto presto la scuola, continu\u00f2 a istruirsi da autodidatta, svolgendo vari mestieri.<\/p>\n<p>Nel 1921 fu fra le fondatrici del Partito comunista italiano; nell&#8217;ambiente politico torinese conobbe Luigi Longo, studente di ingegneria che ricopriva gi\u00e0 incarichi di responsabilit\u00e0 politica. Si sposarono nel 1926 ed ebbero tre figli. Nel gennaio 1926 i due espatriarono, stabilendosi prima a Mosca e poi a Parigi.<\/p>\n<p>Da qui Teresa Noce comp\u00ec numerosi viaggi clandestini in Italia per svolgervi propaganda e attivit\u00e0 antifascista. Nei primi anni trenta, fece ritorno a Mosca con Longo e, quindi, nuovamente a Parigi, dove partecip\u00f2, con Xenia Silberberg, alla fondazione del giornale Noi donne, inizialmente uscito come foglio clandestino. Nel 1936 insieme con il marito si rec\u00f2 in Spagna tra i volontari accorsi in difesa della Repubblica dopo lo scoppio della <em>guerra civile spagnola<\/em>, nel corso della quale cur\u00f2 la redazione del giornale degli italiani combattenti nelle Brigate internazionali, <em>Il volontario della libert\u00e0<\/em>. L\u00ec assunse il nome di battaglia di Estella.<\/p>\n<p>Rientrata in Francia, allo scoppio della Seconda guerra mondiale venne internata nel campo di Rieucros; liberata per intervento delle autorit\u00e0 sovietiche e autorizzata a lasciare la Francia e a ritornare a Mosca, dove vivevano i figli, ne fu impedita dall&#8217;invasione tedesca dell&#8217;Unione Sovietica, avvenuta nel giugno 1941. Rimase in Francia, a Marsiglia, dove prese a lavorare per il Partito comunista francese come responsabile della MOI (Mano d&#8217;opera immigrata) e partecip\u00f2 alla Resistenza nel gruppo dei Francs-tireurs-et-partisans. Nel 1943 venne arrestata e, dopo alcuni mesi di carcerazione, deportata in Germania, prima nel campo di concentramento di Ravensbr\u00fcck, poi in Baviera a Flossenb\u00fcrg e infine a Holleischen, campo cecoslovacco in cui furono deportati molti prigionieri quando, nell&#8217;autunno del 1944, il lager bavarese fu chiuso. A Holleischen fu adibita a lavoro forzato in una fabbrica di munizioni fino alla liberazione del campo da parte dell&#8217;esercito sovietico.<\/p>\n<p>Alla fine della guerra, ritornata in Italia, il 2 giugno 1946 fu tra le 21 donne elette all&#8217;Assemblea costituente italiana fu una delle cinque donne entrate a far parte della Commissione speciale incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione da discutere in aula, divenuta nota col nome di Commissione dei 75.<\/p>\n<p>Fu segretaria nazionale della FIOT, il sindacato delle operaie tessili e nel 1948 fu eletta nella prima legislatura del parlamento repubblicano, nel quale si distinse come proponente della legge 26 agosto 1950 n. 860 per la &#8220;Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri&#8221; che, sostituendo la precedente normativa in materia del 1934, costitu\u00ec la base della legislazione sul lavoro femminile fino alle leggi degli anni settanta sulla parit\u00e0 tra donne e uomini. L&#8217;impegno sindacale port\u00f2 Teresa Noce a ricoprire l&#8217;incarico di presidente dell&#8217;Unione Internazionale Sindacale dei Lavoratori tessili e dell&#8217;abbigliamento (UISTA) con sede a Varsavia e, da quando nel 1955 lasci\u00f2 la segreteria della FIOT, divenne segretaria dell&#8217;UISTA stessa la cui sede venne spostata a Milano.<\/p>\n<p>Longo nel 1953 ottenne l&#8217;annullamento del matrimonio a San Marino presentando un documento che conteneva una firma contraffata di Teresa Noce. Nelle sue memorie (p.\u00a0411) riporta di avere appreso questo fatto dalle pagine del Corriere della Sera e che per lei rappresent\u00f2 un evento \u00abgrave e doloroso pi\u00f9 del carcere, pi\u00f9 della deportazione\u00bb. La sua decisione di rivolgersi alla Commissione Centrale di Controllo del PCI con l&#8217;intento di denunciare il comportamento di Longo fu considerato inopportuno da una parte del gruppo dirigente del Partito e questo determin\u00f2 la sua esclusione dalla Direzione.<\/p>\n<p>Nel 1954 si allontan\u00f2 dalla vita politica attiva ritirandosi gradualmente a vita privata, ma dal 1959 fu attiva nel CNEL quale membro della CGIL; nel 1974 pubblic\u00f2 la sua autobiografia, <em>Rivoluzionaria professionale<\/em>, che racconta, insieme alla sua storia personale, la vicenda del partito comunista italiano dalla sua fondazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teresa Noce Torino, 29 luglio 1900 \u2013 Bologna, 22 gennaio 1980 Nata nel 1900 a Torino da famiglia operaia e costretta ad abbandonare molto presto la scuola, continu\u00f2 a istruirsi da autodidatta, svolgendo vari mestieri. 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