

{"id":2400,"date":"2018-06-01T13:35:09","date_gmt":"2018-06-01T12:35:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.spivercellivalsesia.org\/?p=2400"},"modified":"2018-06-12T14:49:02","modified_gmt":"2018-06-12T13:49:02","slug":"lina-merlin-le-21-donne-costituenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.spivercellivalsesia.org\/?p=2400","title":{"rendered":"Lina Merlin (le 21 donne costituenti)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.spivercellivalsesia.org\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/merlin.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2397\" style=\"float: left;\" title=\"merlin\" src=\"http:\/\/www.spivercellivalsesia.org\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/merlin.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.spivercellivalsesia.org\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/merlin.jpg 233w, https:\/\/www.spivercellivalsesia.org\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/merlin-231x300.jpg 231w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Lina Merlin<\/strong>, all&#8217;anagrafe <strong>Angelina Merlin<\/strong> (Pozzonovo, 15 ottobre 1887 \u2013 Padova, 16 agosto 1979), \u00e8 stata una politica, partigiana e insegnante italiana, componente dell&#8217;Assemblea Costituente e prima donna a essere eletta al Senato.<\/p>\n<p>Il suo nome \u00e8 legato alla legge 20 febbraio 1958, n. 75 &#8211; conosciuta come Legge Merlin &#8211; con cui venne abolita la prostituzione legalizzata in Italia.<\/p>\n<p>La giovane maestra Lina Merlin cominciava a rendersi conto delle condizioni in cui vivevano le donne del suo tempo: in particolare non tollerava l&#8217;ipocrisia dei capi di famiglia religiosi e osservanti, che non trovavano alcuna contraddizione tra i loro principi e il frequentare le prostitute. Le case chiuse erano infatti considerate luogo di svago dove i giovani potevano fare esperienza, mentre sarebbe stato scandaloso per una donna avere rapporti sessuali fuori del matrimonio.<\/p>\n<p>Nel 1919 un amico la invita a far parte del movimento fascista: c&#8217;\u00e8 bisogno di organizzare le donne e lei sembra la persona ideale. Lina si sente attratta invece dagli ideali del socialismo che ritiene pi\u00f9 vicini alla sua mentalit\u00e0 e alla sua morale.<\/p>\n<p>Si iscrive perci\u00f2 al Partito Socialista Italiano, cominciando a collaborare al periodico <em>&#8220;La difesa delle lavoratrici&#8221;<\/em>, di cui in seguito assumer\u00e0 la direzione. Collabora con il deputato socialista Giacomo Matteotti a cui riferisce nei dettagli le violenze perpetrate dalle squadre fasciste nel padovano.<\/p>\n<p>Quando, nel 1925, dopo l&#8217;assassinio di Giacomo Matteotti, Mussolini consolida il suo potere, il destino di Angela \u00e8 ormai segnato. In meno di ventiquattro mesi viene arrestata cinque volte. Inoltre nel 1926 viene licenziata dal suo impiego di insegnante perch\u00e9 si rifiuta di prestare il giuramento di fedelt\u00e0 al regime, obbligatorio per gli impiegati pubblici. In seguito alla scoperta del complotto per attentare alla vita del duce da parte di Tito Zaniboni, il suo nome viene iscritto nell&#8217;elenco dei &#8220;sovversivi&#8221; affisso nelle strade di Padova. Lina quindi si trasferisce a Milano dove pensa sia pi\u00f9 difficile essere rintracciata. L\u00ec comincia a collaborare con Filippo Turati, ma viene arrestata e condannata a cinque anni di confino, in Sardegna, in Barbagia a Dorgali (NU) dove viene colpita dalla povert\u00e0 e dall&#8217;arretratezza della regione. Anche in quel luogo riesce a conquistarsi il rispetto e la fiducia degli abitanti e soprattutto delle donne, ad alcune delle quali insegner\u00e0 a leggere e a scrivere.<\/p>\n<p>Rimasta vedova a 49 anni, prende parte attivamente alla Resistenza, donando ai partigiani la strumentazione medica e i libri del marito e raccogliendo fondi e vestiario per i partigiani. Insieme a Giovanna Barcellona, Giulietta Fibbi, Laura Conti, Elena Drehr, Ada Gobetti e Rina Picolato costituisce i Gruppi di difesa della donna<sup>. <\/sup>Da una stima effettuata a guerra finita, nei GDD costituitisi in tutta Italia si contavano circa 59.000 donne. Da questa organizzazione nascer\u00e0 l&#8217;Unione Donne Italiane.<\/p>\n<p>In questo periodo Lina prende parte ad azioni di guerra partigiana, rischiando pi\u00f9 volte la vita. Catturata dai nazisti, riesce a sfuggire con uno stratagemma. Scrive articoli sul periodico socialista clandestino Avanti!, e nella sua casa di via Catalani 63 Lelio Basso, Sandro Pertini, Rodolfo Morandi e Claudia Maffioli organizzano l&#8217;insurrezione. Lei ricever\u00e0 l&#8217;incarico di occuparsi del settore scolastico, e insieme al professor Giorgio Cabibbe e ai partigiani della Brigata Rosselli occuper\u00e0 il Provveditorato agli Studi di Milano, imponendo la resa. il 27 aprile 1945 viene nominata dal CLNAI Commissario per l&#8217;Istruzione di tutta la Lombardia.<\/p>\n<p>Dopo la liberazione Lina si trasferisce a Roma alla direzione nazionale del PSI prendendo familiarit\u00e0 con l&#8217;ambiente politico della capitale, dove l&#8217;astuzia e il carrierismo, lontanissimi dalla sua concezione della politica, sembravano dominanti nella nuova classe dirigente. Nel 1946 viene eletta all&#8217;Assemblea Costituente.<\/p>\n<p>I suoi interventi nel dibattito costituzionale, quale membro della <em>&#8220;<\/em><em>Commissione dei 75<\/em><em>&#8220;<\/em>, risulteranno determinanti per la tutela dei diritti delle donne, e lasceranno un segno indelebile nella Carta Costituzionale. A lei si devono infatti le parole dell&#8217;articolo 3: &#8220;Tutti i cittadini&#8230;sono uguali davanti alla legge, <em>senza distinzioni di sesso<\/em>&#8220;, con le quali veniva posta la base giuridica per il raggiungimento della piena parit\u00e0 di diritti tra uomo e donna, che fu sempre l&#8217;obiettivo principale della sua attivit\u00e0 politica. \u00c8 inoltre degna di nota l&#8217;opera di mediazione da lei esercitata tra opinioni contrapposte riguardo alla stesura dell&#8217;articolo 40, concernente il diritto di sciopero, proponendo una formulazione analoga a quella presente nel preambolo della Costituzione della IV repubblica francese.<\/p>\n<p>Candidata dal PSI nel collegio di Rovigo, viene eletta al Senato della Repubblica il 18 aprile del 1948. Fin dai primi giorni della sua attivit\u00e0 parlamentare dedica tutti i suoi sforzi al miglioramento della condizione femminile in Italia e allo stanziamento di risorse per lo sviluppo dell&#8217;area del Polesine, una delle regioni pi\u00f9 depresse del settentrione d&#8217;Italia, che il 14 novembre del 1951 verr\u00e0 devastata da una catastrofica alluvione che causer\u00e0 84 morti e pi\u00f9 di 180.000 senzatetto.<\/p>\n<p>Uno dei punti cardine, se non il principale, dell&#8217;opera politica di Lina Merlin \u00e8 stata la battaglia per abolire la prostituzione legalizzata in Italia, seguendo l&#8217;esempio dell&#8217;attivista francese Marthe Richard, che gi\u00e0 nel 1946 aveva fatto chiudere le case di tolleranza in Francia, ma in seguito ammise di aver cambiato posizione sulla prostituzione. La legge venne approvata, dopo 10 anni di dibattito, il 20 febbraio 1958.<\/p>\n<p>Nel 1961 le venne fatto sapere che il partito non intendeva ripresentare la sua candidatura nel collegio di Rovigo, dov&#8217;era stata rieletta al Senato nel 1953 e alla Camera dei deputati nel 1958, e lei reag\u00ec strappando la tessera. Nel suo discorso di commiato dichiar\u00f2 che le idee sono s\u00ec importanti, ma camminano con i piedi degli uomini, e che lei non ne poteva pi\u00f9 di \u00ab<em>fascisti rilegittimati, analfabeti politici e servitorelli dello <\/em><em>stalinismo<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>La socialista Merlin fu una convinta antidivorzista perch\u00e9 considerava il provvedimento non idoneo a garantire gli interesse delle donne; fece parte del comitato promotore del referendum abrogativo della legge che nel 1970 introdusse in Italia il divorzio. Cremata e tumulata nel cimitero monumentale di Milano, nel 2013 le sue ceneri vengono traslate in un loculo della cripta del Famedio, zona del medesimo cimitero destinata a personaggi illustri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lina Merlin, all&#8217;anagrafe Angelina Merlin (Pozzonovo, 15 ottobre 1887 \u2013 Padova, 16 agosto 1979), \u00e8 stata una politica, partigiana e insegnante italiana, componente dell&#8217;Assemblea Costituente e prima donna a essere eletta al Senato. 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